La soddisfazione del Direttore Generale delle Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il diritto d’Autore, Rossana Rummo per il ritrovamento del più antico rotolo esistente del Pentateuco

Antico rotolo della Torah

“Una scoperta emozionante, destinata a passare alla storia” così Biancastella Antonino – direttrice della Biblioteca ha condiviso questa felice circostanza col Ministero per i Beni e la Attività Culturali ed in particolare col Direttore Generale delle Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il diritto d’Autore, Rossana Rummo, subito sensibile ad esprimere la sua massima soddisfazione. Il ritrovamento rappresenta un autentico tesoro della cultura letteraria di tutti i tempi: si tratta del più antico rotolo della Torah, la Bibbia ebraica, unico esemplare completo del Pentateuco - la raccolta dei cinque libri mosaici Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio.

 
Il prezioso documento, di morbida pelle ovina (lungo 36 metri e alto 64 centimetri) era già custodito presso la Biblioteca bolognese, sotto la segnatura "Rotolo 2" di una precedente catalogazione che lo riteneva risalente al XVII sec.; realizzato in forma avvolta era importantissimo durante le funzioni del sabato in Sinagoga perché era aperto e letto nel rito sacro.
Il testo è stato studiato dal professor Mauro Perani, ordinario di Ebraico presso il Dipartimento di Beni culturali dell’Ateneo bolognese (sede di Ravenna) che lo ha datato, invece, tra la seconda metà del XII secolo e l’inizio del XIII (1155-1225), attribuendogli un valore culturale immenso. La datazione, già chiara ad un esame grafico-testuale e paleografico, è stata poi confermata da ben due analisi con il Carbonio 14, eseguite dal Centro di datazione e diagnostica del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento e dal Radiocarbon Dating Laboratory (Illinois State Geological Survey) dell’Università dell’Illinois, Urbana-Champaign.
 
L’importante scoperta era sfuggita a Leonello Modona, bibliotecario ebreo della BUB originario di Cento, il quale, nel suo catalogo del 1889, lo ritenne risalente al secolo XVII, e ne descrisse la grafia come "un carattere italiano piuttosto goffo, in cui alcune lettere, oltre le solite coroncine e apici portano delle appendici non comuni e strane".
Il professor Perani, incaricato di redigere il nuovo catalogo dei manoscritti ebraici della biblioteca, esaminandolo ha rilevato che “la grafia orientale era, in realtà, molto elegante e raffinata, mentre le caratteristiche grafiche e la struttura testuale risultavano atipiche e molto più antiche del Seicento”. Il testo del rotolo della BUB, infatti, non tiene presente e non rispetta le regole fissate da Maimonide (morto nel 1204), che decise in maniera definitiva tutta la normativa rabbinica relativa alla scrittura del Pentateuco. Compaiono ad esempio caratteristiche grafiche assolutamente proibite ai copisti dopo quella decisiva codificazione. Di qui l’inequivocabile datazione precedente di un testo di cui esistono codici o frammenti più antichi ma non completi come si presenta invece questo custodito presso la biblioteca. Ora il manoscritto sarà fotografato, sezione per sezione, e reso disponibile per gli studi in forma digitale, poi - conservato nella stanza blindata, attenderà l’occasione per essere mostrato a tutti.