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Biblioteca Universitaria di Genova

Tabella: Scheda di dettaglio diBiblioteca Universitaria di Genova
Descrizione Dettaglio
Logo Biblioteca Universitaria di Genova
Direttore Paolo Giannone
Sito web http://www.bibliotecauniversitaria.ge.it
Telefono (+39) 010254641 , (+39) 0102546464
eMail bu-ge@beniculturali.it
PEC mbac-bu-ge@mailcert.beniculturali.it
Indirizzo Via Balbi, 40
Cap 16126
Comune GENOVA
Città Genova
Provincia Genova
Regione Liguria
Orario

Orario di apertura

  • Sede di Via Balbi, 40:
    lunedì-venerdì dalle ore 8,15 alle ore 19,15
    sabato dalle ore 8,15 alle ore 13,45

Per maggiori informazioni:
www.bibliotecauniversitaria.ge.it

 

Accesso

Età minima 16 anni.
Documento di identità valido.
Tessera di accesso.

Servizi

Accoglienza
Informazioni bibliografiche
Distribuzione
Lettura
Prestito locale e ILL
Navigazione Internet (Opac e BD)
Riproduzioni
Servizi per i disabili: totale eliminazione delle barriere architettoniche; completa accessibilità del sito web e dell’Opac.
Ristoro con macchine self-service.

Storia
Le origini della Biblioteca Universitaria di Genova vanno ricercate nella Libreria del Collegio dei Gesuiti.
Le notizie più antiche sull'esistenza di una libreria annessa alle scuole fondate dai Gesuiti genovesi risalgono al 1604. Trovata nel 1623 una sede definitiva nell'area del convento di san Gerolamo del Roso (venduta ai padri ignaziani dalla famiglia Balbi) l'imponente costruzione del Collegio risulta terminata in ogni sua parte nel 1664. Le scuole si erano già stabilite nelle parti via via agibili del palazzo tra il 1636 e il 1642.
Come in tutti i collegi gesuiti, anche in quello genovese si trovavano almeno due biblioteche, quella "domestica", di uso scolastico, e la "Libreria" vera e propria ospitata nella cosiddetta "Terza Sala", che conserva ancora oggi la parte monumentale con gli scaffali impiallicciati in legno di radica, risalente nell'impostazione alla metà del '600. Nel corso del '700 la Libreria fu sottoposta a diverse ristrutturazioni: verso metà secolo il decoro ligneo venne rinnovato nello stile del barocchetto genovese e nel 1777 la scaffalatura fu alzata sino al soffitto, costruendo il ballatoio, la ringhiera in ferro e legno che corre lungo tutta la sala e la "piccola scala a lumaca" che accede al piano superiore.
Con lo scioglimento, nel 1773, della Compagnia di Gesù, il Collegio fu ribattezzato Università Pubblica e passò sotto il controllo diretto della Repubblica di Genova. Così la biblioteca gesuitica si trasformò nella "Libreria della Pubblica Università di strada Balbi" dove furono fatte confluire le biblioteche dei conventi e delle corporazioni religiose via via soppresse. Nel 1778 l'erudito Gaspare Luigi Oderico fu nominato bibliotecario con l'incarico di catalogare i libri dell'ex Collegio. Completati nel 1785 e, non conservandosi gli inventari precedenti, i volumi manoscritti redatti da Oderico costituiscono il catalogo più antico delle raccolte librarie della biblioteca. 
Durante la repubblica democratica ligure, tra il 1797 e il 1799, essa conobbe un ulteriore accrescimento poiché nella biblioteca furono nuovamente dirottati i volumi delle librerie dei numerosi ordini religiosi genovesi e liguri soppressi nel periodo "giacobino", nonché manoscritti e volumi provenienti dalla libreria ventimigliese del dotto frate agostiniano Angelico Aprosio (1607-1681).
Agli anni '30 dell'Ottocento risale l'allungamento dell'antica libreria gesuitica, portata dagli originali 15 agli attuali 24 metri di lunghezza, per ospitare l'accresciuto patrimonio di volumi.
Patrimonio

Il patrimonio manoscritto, ospite nella "Sala rari e manoscritti", sita nella cappella sinistra della Chiesa dei SS. Gerolamo e Francesco Saverio, costruita con apposito mobilio nel 1935, è costituito da circa 2000 codici risalenti in prevalenza ai secoli XVI - XVIII.
Non mancano però preziosi pezzi dei secoli XIII (Messale fiorentino composto e miniato per la Chiesa di S. Reparata risalente a prima del 1296; il Liber Iurium Reipublicae Genuensis, ecc.), XIV (Apparatus libri VI decretalium di Guido de Baisio) e XV (Historia Alessandri Magni di Curzio Rufo nella versione dell’umanista portoghese Vasco de Lucena, codice borgognone, databile intorno al 1475, riccamente miniato).

La ricchezza delle raccolte manoscritte si esplicita, oltre che con la presenza di notevoli codici miniati, anche e soprattutto grazie alla consistenza di numerosi fondi di tipo documentario e archivistico quali ad esempio l'Epistolario di Angelico Aprosio (5.550 unità inventariali); il fondo Autografi (con più di 14.000 lettere, costituito dall'unione, negli anni Trenta-Sessanta, di almeno tre importanti nuclei di lettere autografe provenienti dai fondi del bibliofilo G.B. Passano, dalla corrispondenza di E. Celesia, nonché dalla corrispondenza dei vari direttori della biblioteca, presumibilmente estrapolata dall'archivio della stessa); Autografi del Risorgimento (conservati in quattordici cassette, lettere e documenti relativi a Nino Bixio, per una consistenza di c.a. 3.367 unità inventariali).
Numerosi e in continuo incremento sono poi carteggi e fondi minori ai quali si è cercato di dare una catalogazione in questi ultimi anni.
La maggior parte del materiale manoscritto, la totalità per quanto concerne i codici, compresi gli antichi cataloghi, è stato sottoposto a microfilmatura.
La descrizione dettagliata del Fondo Manoscritti è interamente visibile attraverso la base dati MANUSOnline


 

Carta Qualità dei Servizi

www.bibliotecauniversitaria.ge.it/it/info/servizi.html

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