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Fondazione Archivio Diaristico Nazionale onlus

Tabella: Scheda di dettaglio diFondazione Archivio Diaristico Nazionale onlus
Descrizione Dettaglio
Sito web http://www.archiviodiari.org
Telefono (+39) 0575 797730
eMail archiviodiari@pec.it
Indirizzo Legale, Piazza Plinio Pellegrini 1 - Sede operativa, Piazza Amintore Fanfani 14
Cap 52036
Città Pieve Santo Stefano
Provincia AREZZO
Regione Toscana
Descrizione

L’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano è una istituzione culturale nata nel 1984 su iniziativa di Saverio Tutino e raccoglie la memoria delle persone comuni sotto forma di scrittura di sé. Nell’ideare l’Archivio, Tutino ha immaginato un luogo dove queste storie potessero convivere insieme e “fare la Storia, quella con la S maiuscola”. L’Archivio è un centro di documentazione, un luogo culturale che attiva numerosi progetti, pubblica libri e una rivista semestrale e organizza annualmente un concorso per diari, il Premio Pieve Saverio Tutino. Dal 2013 ha inaugurato il Piccolo museo del diario.
Come ha detto Ettore Scola, ospite d’onore al premio del trentennale, nel settembre 2014: “È un patrimonio infinito di ricordi, memorie, di storie, di storia italiana. Da una parte c’è questa emozione, questa soddisfazione, ma dall’altra il rammarico che non ci siano musei come questo in ogni città e in ogni paese d’Italia. Pensate quanti milioni di diari, milioni di storie vanno perdute perché non sappiamo che esistono, o perché non sono state mai scritte o, ancora peggio, perché sono andate perdute. Quindi il merito di Tutino è inestimabile”.
 

Storia

L'Archivio Diaristico Nazionale nasce come centro italiano di raccolta delle scritture autobiografiche nel 1984, su iniziativa del giornalista e scrittore Saverio Tutino e per volontà del Comune di Pieve Santo Stefano. Dal 1991 diviene una Fondazione con personalità giuridica privata, riconosciuta inizialmente dalla Regione Toscana e, il 7 giugno 2000, con Decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.
La Fondazione ADN, per la sua vocazione di raccolta pubblica e pubblicamente fruibile, non ha fini di lucro. L'iscrizione all'anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociali (ONLUS) è del gennaio 1998 (n. 7 del prot. del 13.04.2004).
Il 16 luglio 1999 ottiene dalla Sovrintendenza Archivistica per la Toscana la notifica di “Archivio di notevole interesse storico” ai sensi del D.P.R. del 30 settembre 1963, n° 1409. La motivazione della certificazione è così esplicitata: “l’Archivio in oggetto costituisce la più importante raccolta sul territorio nazionale di diari personali, memorie, epistolari e, in generale, di documenti di tipo memorialistico”.
Il 3 giugno 2009 l’Archivio riceve dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo la notifica relativa alla Dichiarazione di interesse culturale (di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 - Codice dei Beni Culturali) con la seguente motivazione: “Perché costituisce un complesso di eccezionale valore storico, riunendo un complesso di diari, memorie ed altri scritti inediti, testimonianze orali e fotografiche relativi ai vari aspetti della storia, del lavoro e della vicenda umana costituendo un complesso di fonti di interesse antropologico utili a documentare, tra l’altro, la storia italiana ed europea”.
La Fondazione ha avuto sede per venticinque anni all'interno del Palazzo comunale che è diventato anche il logo dell'Archivio dei diari. Il Presidente è per Statuto il Sindaco in carica e i membri del Consiglio d’Amministrazione sono eletti dal Consiglio Comunale.
L’attività dell’Archivio è finanziata, oltre che dalle Istituzioni sopra nominate, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Toscana, dalla Camera di Commercio, da altri istituti, aziende o donatori privati.
La Fondazione si propone di promuovere la più ampia conoscenza dell’Archivio Diaristico Nazionale e del relativo premio annuale quali mezzi per la valorizzazione di Pieve Santo Stefano come "Città del diario" e per la crescita dell’amicizia fra tutti coloro che scrivono i diari e conservano documenti di autobiografia e di memorie personali in forma di scrittura.
[art. 2 dello Statuto]
 

Patrimonio documentale e altro

Il patrimonio documentale dell’Archivio è riconosciuto nel Codice dei Beni culturali dello Stato ed è composto da: 7244 testi inediti a loro volta suddivisi in:

  • Diari (25%): scritti giorno per giorno all’epoca dei fatti quindi contemporanei agli avvenimenti, immediati e non rivisti - sono testi scritti per se stessi e a volte tenuti segreti.
  • Epistolari (8%): scritti rivolti a un destinatario sotto forma di lettere, possono contenere sia la lettera di partenza che la risposta (in questi casi gli autori sono doppi).
  • Memorie (50%): scritti retrospettivi, che riguardano un periodo passato, rielaborati rispetto ai fatti vissuti, stile “mi ricordo di quando…”.
  • Autobiografie (15%): scritti retrospettivi ma che riguardano tutta la vita di una persona quindi redatti a titolo di resoconto di vita, in genere partendo dal racconto della nascita o della prima infanzia.
  • Altri generi (2%): confluiscono in questa sezione testi che non appartengono alle altre categorie, come libri di conti o album amicorum (quelli che si scrivono collettivamente frequentando una abitazione laddove esiste un quaderno in genere di buona fattura che la padrona di casa consegna ai suoi ospiti per raccogliere pensieri, ricordi, disegni).

Fanno parte del patrimonio dell’Archivio anche la Biblioteca di editi, composta da 3929 volumi all’interno dei quali sono depositate 167 tesi di laurea e dottorati di ricerca sul tema della memorialistica popolare.
Gli argomenti raccolti in oltre 30 anni sono moltissimi, impossibile citarli tutti. Quelli prevalenti sono: Seconda guerra mondiale, emigrazione, lavoro, famiglia, mondo contadino, Grande Guerra.

Progetto “Impronte Digitali”:
Il Progetto “Impronte digitali” ha permesso all’Archivio diaristico un nuovo approccio sulla conservazione e fruizione del proprio patrimonio. Se infatti prima del progetto le consultazioni avvenivano solo in sede, dal momento della messa online dei file digitali si potrà accedere al fondo archivistico con un click dal proprio computer di casa o da qualsiasi altro device. Il primo oggetto digitale dell’Archivio è stato il Lenzuolo di Clelia Marchi che ha dato avvio al progetto. Alla data del 31 dicembre 2015 sono stati digitalizzati 6.132 autori unici, 7.641 formati diversi e prodotti 662.446 file. I formati prodotti sono jpg per le scansioni e raw e jpg per le immagini fotografiche riservate alle acquisizioni dei manoscritti autografi.
La digitalizzazione del patrimonio documentario è un punto di partenza per lo sviluppo in senso digitale dell’Archivio di Pieve.
Quattro gli obiettivi più evidenti raggiunti dal progetto “Impronte digitali”:

  1. completamento della digitalizzazione - si tratta di un obiettivo notevole per un Archivio che ha la sua comunità di riferimento sparsa in tutto il mondo con studi attivi in università italiane e straniere.
  2. completamento del Piccolo museo del diario - una modalità di fruizione culturale, innovativa, con tecnologia multisensoriale, che attiva percorsi di turismo esperienziale in linea con i tempi e le esigenze del mercato turistico, sempre più concentrato sulla scoperta esperienziale dei territori e delle sue storie che su un consumo classico.
  3. fruizione del patrimonio attraverso la Digital Library - la DL dell’Archivio permetterà ogni genere di ricerca incrociata con restituzione di testi integrali e brani geolocalizzati in varie piattaforme tematiche. È anche punto di partenza per azioni di tipo crowd come ad esempio la community dell’Archivio che contribuisce a trascrivere i manoscritti, o partecipa ad azioni di fundraising tipo “adotta un diario”.
  4. professionalizzazione di giovani - il team che ha digitalizzato il patrimonio dell’Archivio ha imparato un lavoro che proseguirà negli anni. La digitalizzazione è avvenuta all’interno della sede per decisione della Sovrintendenza Archivistica per la Toscana.

Premio Pieve:
L’Archivio organizza ogni anno un concorso nazionale per diari e memorie, il Premio Pieve Saverio Tutino. Il Premio Pieve, nelle sue giornate di incontri pubblici, è sempre più una manifestazione culturale che mette in evidenza pratiche consolidate di educazione degli adulti e dà sempre maggiore spazio a temi interculturali come espressione di memoria collettiva e confronto intergenerazionale.
Uno degli aspetti di particolare rilievo culturale nell’ambito del premio, è costituito dal lavoro costante di selezione della locale commissione di lettura. Si è calcolato che annualmente il Premio Pieve attiva oltre 1500 letture di diari nella sola valle che ospita l’Archivio. Il Premio Città del diario, riconoscimento speciale istituito dall'Archivio nel 2005 per una persona della cultura che, col proprio lavoro, ha valorizzato l’importanza della memoria, viene attribuito ogni anno a una personalità nuova, da scegliere nei diversi ambiti della cultura, già assegnato a Marco Paolini, Ascanio Celestini, Rita Borsellino, Mario Perrotta, Francesco De Gregori, Mario Dondero, Sergio Zavoli, Nanni Moretti, Vinicio Capossela, Ettore Scola, Carlo Lucarelli.
Tutti i più importanti quotidiani, settimanali e mensili italiani, oltre a numerose testate straniere, si sono occupati del Premio. Il Premio ha inoltre usufruito di passaggi televisivi in molte reti nazionali e straniere. L’evento conclusivo della premiazione è trasmesso in diretta streaming dal sito intoscana.it e in differita radiofonica a cura di Rai Radio3, media partner della manifestazione.

Piccolo museo del diario:
La stanza del Lenzuolo e il progetto “Impronte digitali” sono strettamente connessi ad altre due iniziative che l’Archivio realizza. La prima è la creazione di un vero e proprio museo, ridotto nelle dimensioni ma pieno di sorprese ed emozioni per il turista, il Piccolo museo del diario. Realizzato dallo studio di interaction design milanese dotdotdot, il primo allestimento permanente, di tipo sensoriale, immersivo con tecnologia multimediale, rende l’utente protagonista della scoperta dei diari nascosti nei cassetti. L’ispirazione del primo exhibit è data dal volume di Mario Perrotta “Il paese dei diari”.

Centro di ricerca:

La sede dell’Archivio, aperta al pubblico 40 ore la settimana, è frequentata quotidianamente per fini di studio e ricerca. Molteplici le iniziative che hanno contribuito alla valorizzazione del patrimonio documentario dell'Archivio. Nell’ultimo decennio la collaborazione di studiosi in ambito storico, linguistico, antropologico, sociologico, pedagogico ha fatto sì che la documentazione autobiografica conoscesse un grande sviluppo. Partendo da questo presupposto, dalla nascita dell’Archivio ad oggi sono state avviate 869 ricerche, l’80% sono da ricondursi all’ambito accademico e scientifico. Le ricerche concluse, catalogate come tesi di laurea, triennale e magistrale e tesi di dottorato sono 167, le ricerche ancora in corso sono 550. La Fondazione promuove attività scientifica attraverso la consulenza di studiosi del settore. Ha promosso due convegni scientifici Scritture di donne e Esuli pensieri, scritture migranti. Dal 2005 la direzione scientifica dell’Archivio è affidata a Camillo Brezzi.
 

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